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Paesaggio con figura, 1950
olio su tavola
cm 48x80
 
Albano Seguri
1913 - 2001

Nel 1947 Francesco Arcangeli segnala, accanto a Bergonzoni, Albano Seguri, di cui ha apprezzato soprattutto i fogli dove danzano figure segnate da una deformazione morale; il critico comprende il vitalismo da cui nasce la volontà di "aggredire con sicurezza la materia plastica", pur mantenendo un'eleganza stilistica che gli viene dalla decantazione della realtà metaforizzata nell'arte. Negli anni Cinquanta Seguri medita Picasso: la cui arte impegnata poteva attrarre l'artista mantovano che però sente più forte l'urgenza di un'autoreferenzialità della scultura che travalichi il reale per reinventarsi. Soccorrono in tale direzione il surrealismo di Matta, le desinenze, informali e surreali insieme, del gruppo Cobra e soprattutto Dubuffet, per il segno mordente dell'inchiostro e del colore, oltre alle grottesche deformazioni di Bacon. Degli anni Cinquanta sono anche le Chimere, metamorfosi drammatica dell'orrido e di una realtà visionaria che s'impone come verità dell'esistente. Tutto quello che Seguri presenta per quanto di fantasmagorico abbia non fugge mai nel fantastico, la sua plastica ha l'evidenza della realtà: si tratta attraverso frammenti e tipologie figurative di restituire una messa in scena esemplare del teatro umano.

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