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Fondazione: Sede
Nel 1894 la Banca Agricola Mantovana - fondata l' 8 gennaio 1871 con il nome di Banca Agricola Provinciale Mantovana - stabilì la nuova sede in corso Vittorio Emanuele II, 3 (precedente 802, attuale 15), ossia nel "Palazzo del Diavolo" (cosidetto per certe fantasie popolari, che lo volevano edificato in una sola notte dal demonio), già appartenuto all'umanista Paride da Ceresara (1466-1532).
L'antico edificio, dalla fronte imponente, sorgeva quasi di fronte al Palazzo Agnelli. Quando Napoleone Bonaparte giunse a Mantova il 19 giugno 1805, assieme all'imperatrice Giuseppina:

fra gli apparati che si fecero per la sua venuta, merita di essere ricordato il magnifico arco di trionfo attraverso alla contrada Predella fra il palazzo detto del diavolo e quello della famiglia Agnelli(ora Donesmondi)[al posto del quale sorge oggi la sede di una banca], disegnato dall'architetto Gio. Battista Marconi, e dipinto a chiaroscuro, coll'aiuto degli altri pittori Ruggeri, Zandaloca e Bustaffa.

Il frammento d'affresco raffigurante Diana, conservato al primo piano dell'attuale sede della Banca Agricola Mantovana, proviene dalla scomparsa dimora del Ceresara ed è opera di Giovanni Antonio Licino da Pordenone, il quale ornò pure di un fregio la facciata di quell'edificio, come si legge nel Vasari:

Per il che lavorando egli [il Pordenone] alcune cose per la Lombardia pervenne a Mantova, e poco vi dimorò, che a messer Paris [da Ceresara], gentiluomo mantovano, lasciò da sè colorita in fresco una facciata di muro, con una grazia maravigliosa, nella quale sono storie di Venere, Giove, Marte et altre poesie. Nelle quali si vide un principio di dovere pervenire a segno di grandezza. E fra le altre invenzioni , che di bellezza in tale opera mostrò, vi fece a sommo sotto la cornice un fregio di lettere antiche, l'altezza delle quali è un braccio e mezzo, e fra esse un numero di fanciulli che vi passano per entro, chi le cavalca e chi vi è sopra a sedere e ritto, legandole in varie attitudini ch'intorno gli fanno bellissimo ornamento, la quale opera gli acquistò in quella città nome e fama grandissima.

I dipinti del Pordenone furono menzionati anche da Carlo Ridolfi nel 1648:

[...] Passatone a Mantova in gratia de Paris Ceresari, lavorò la facciata della sua casa, e benché danneggiata dal tempo, si scoprono alcuni vestiggi del Cielo degli Dei, il monte Parnasso con le Muse, Diana con la luna in fronte, che accrezza un cane, & alcuni Satiri a chiaro scuro, che sostengono quelle historie; e sotto al tetto evvi ancora conservata un fregio di bambini colorito, che tengono alcune gran lettere, e tra quelle trapassano alcuni de quei putti, che formano il nome di quella casata in questa guisa

Cesariorum domus, & amicorum

e dallo Scaramuccia nel 1674:

[Il Crotti]li [il genio di Raffaello d'Urbino e Girupeno] fece passare per un bello, e diritto Stradone [corso Pradella, oggi Vittorio Emanuele II ] in cui nella facciata di una gran Casa osservarono quasi affatto lacerata dal tempo una singolar Pittura di mano del Pordenone, onde per simile miseria ne compiansero grandemente il caso, ma radolcirono ben tosto l'amarezza degl'animi loro con la vista d'altre della medesima mano, quando per entro l'istessa Casa assai bene con alcune Favole d'Ovidio viddero girsi conservando.

L'edificio conobbe nell'Ottocento diversi passaggi di proprietà finchè non pervenne alla Banca Agricola Mantovana.
Il 16 aprile 1892 la Banca alienò l'immobile al capomastro Antonio Madella, che si assunse l'onere di far demolire il vetusto edificio (lavori iniziati il 20 aprile 1892), e di riedificarlo con l'obbligo di accogliervi gli uffici della Banca di rivenderlo quindi allo stesso Istituto, ciò che avvenne il 4 Luglio 1899. Il 4 dicembre 1932, a seguito di una grave crisi, dovuta anche al crollo dell'Unione Bancaria Nazionale , la Banca Mutua Popolare di Mantova decise di fondersi con la Banca Agricola Mantovana (rogito del notaio Pietro Berra Centurini, n.25. 658 di repertorio; n. 2491 racc., 31 dicembre 1932).
Solo nel 1949 la Banca Agricola Mantovana lasciò il "Palazzo del Diavolo" (oggi sede della Fondazione Banca Agricola Mantovana) per stabilirsi nei rinnovati ambienti dell'estinta Banca Mutua Popolare di Mantova, corso Vittorio Emanuele II, 30.
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